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La missione a Cuba (4 parte)

di Roberto Borroni

L'incontro con Senel Paz

Lo scorso settembre, a Mantova, ci eravamo dati appuntamento a L’Avana. E Senel Paz, con una puntualità degna di uno svizzero, qualità scarsamente riscontrabile nei cubani, per i quali vale sempre il mas o meno, più o meno,  arriva con la sua auto di fronte alla casa particular dove sono alloggiato alle 19,30. Piove a L’Avana. Scendo e non appena in strada, dopo un abbraccio, mi chiede di guidare la sua auto. Non ci penso proprio. Ribatte che è rimasto colpito, quando l’ho ospitato sulla mia auto a Mantova, dalla mia abilità e dalla perizia con cui ho guidato. Insisto nel diniego e propongo di prendere un taxi. A quel punto, toccato nell’orgoglio, si convince e sale al posto di guida. Mi è sufficiente il tratto di strada, circa duecento metri, che ci separa dal primo crocevia per capire la ragione della sua richiesta: è un bravo scrittore, ma la guida non è pane per i suoi denti. Per fortuna il ristorante non dista molto dal punto in cui siamo partiti perché, in caso contrario, avrei temuto per la mia incolumità.
Il ristorante Alliance Francaise, situato nel quartiere del Vedado, è la nostra meta. É una bella casa in stile coloniale, dalla cui terrazza si domina il Parque intitolato a John Lennon. In una delle panchine del parco, infatti, è collocata in posizione seduta una riproduzione in bronzo del celebre musicista dei Beatles. L’ha inaugurata personalmente Fidel Castro nel 2000 e tutti gli anni, per ricordare la morte del musicista, nel parco si svolgono concerti e manifestazioni. Nei primi anni sessanta, la musica dei Beatles non era molto gradita a Cuba perché considerata non impegnata sul piano sociale. L’atteggiamento è via via cambiato sul piano culturale sia per motivi evidenti di carattere generale, sia perché venne riconosciuto a Lennon l’impegno pacifista e contro la guerra nel Vietnam. Sulla base del monumento c’è scritta una sua frase:«Dicono che sono un sognatore, ma non sono il solo». Il monumento a Lennon appare, sia pure tardivamente, un omaggio al grande musicista e, nel medesimo tempo, un risarcimento nei suoi confronti e il riconoscimento di un errore compiuto nel passato. Nei giorni in cui sono a L’Avana la capitale è un crogiuolo di iniziative culturali e artistiche tra le quali spicca il Festival internazionale del nuovo cinema latinoamericano, prestigioso festival con un centinaio di proiezioni e quotidiani dibattiti e seminari .
Senel Paz è un autore di successo, non solo a Cuba, ma anche in America Latina e in altri paesi d’Europa. É appena rientrato dal Venezuela e dal Messico dove ha presentato il suo ultimo libro Nel cielo con i diamanti, lo stesso che ha presentato a Mantova in settembre al Festival della letteratura. Per un certo periodo ha vissuto e lavorato in Spagna, poi è rientrato a Cuba. Laureato in Giornalismo alla Università de L’Avana si è fatto conoscere per l’antologia di racconti El lobo, el bosque y el hombre nuevo (Il lupo, il bosco e l’uomo nuovo) per il quale ha ricevuto numerosi premi internazionali e da cui è stato tratto il soggetto del film Fresa y chocolate , Fragole ecioccolato, del 1993. Paz è stato anche lo sceneggiatore del film, una pellicola di grande successo che si è meritata numerosi premi tra i quali, il più significativo, il Premio speciale della Giuria al Festival di Berlino del 1994.
Senel anche nel suo ultimo libro riserva numerosi riferimenti ai Beatles e forse è per questo che è così affezionato al ristorante dove ci troviamo.
Parliamo del suo attuale impegno. A Cuba, da anni fertile laboratorio culturale e artistico, dalla danza al cinema, dalla letteratura alla pittura (a volte sottovalutato in Europa per pregiudizi o perché noi europei siamo abituati a considerarci l’ombelico del mondo), si sta organizzando il Congresso del sindacato degli scrittori e degli artisti e, a quanto mi pare di capire, sarà un momento importante di dibattito attorno ai temi della cultura e della iniziativa culturale nell’isola e nella sua proiezione in America Latina. Ricorda con piacere il Festival della letteratura di Mantova e ne da un giudizio molto lusinghiero. Poi mi mette al corrente di una idea che vorrebbe si realizzasse anche a Cuba: promuovere un grande appuntamento della cultura cubana, scrittori,musicisti, registi, pittori, in un piccolo centro dell’isola.
Prima di lasciarci gli consegno un cd che contiene le opere di una giovane artista mantovana, iscritta alla associazione Un bambino come amico, che con le mie scatole vuote di sigari cubani realizza degli splendidi teatrini. Un’altra occasione per fare conoscere Mantova a Cuba….dopo il Grana padano.

Festa dell'America Latina

Rientro da Cuba in tempo per partecipare, domenica 16 dicembre, al pranzo  in onore dell’America Latina promosso dalla associazione per raccogliere fondi. La festa si tiene nel teatro della Parrocchia del Gradaro. Alle pareti le foto dei bambini cubani e peruviani che l’associazione sostiene e quattro bandiere che rappresentano altrettanti paesi sudamericani: Perù, Brasile, Colombia, Cuba. Al centro la bandiera del nostro paese. Cuoche d’eccezione Rossy, peruviana, Meybol , cubana , Giorgio e Isabel colombiani e Shirley , brasiliana coordinate da Morena. Sono oltre un centinaio le persone che vi partecipano, in un clima di amicizia e di serenità. Non manca il contributo del gruppo scout del Mantova 1 e di Buscoldo. Fa gli onori di casa il presidente della associazione Stefano Baù. Quelle quattro bandiere sembravano evocare l’antico sogno, di unità e di indipendenza,  di Simon Bolivar e , assieme , la speranza commossa che il giovanissimo Ernesto Che Guevara pronunciò( “…brindo al Perù e all’America Latina” ) nell’accomiatarsi dal lebbrosario di San Pablo in Perù, dove, insieme all’amico Alberto Granado, aveva svolto attività di volontariato nei confronti dei lebbrosi, dopo un viaggio in motocicletta di migliaia di chilometri lungo le strade e le mulattiere dell’America Latina.

fine

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